Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge prende le mosse dalla necessità di fare chiarezza sui fatti inerenti l'emanazione e la successiva applicazione della legge 11 giugno 1974, n. 252, cosiddetta «legge Mosca» recante norme per la regolarizzazione della posizione assicurativa dei dipendenti dei partiti politici, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di tutela e rappresentanza della cooperazione.
      Tale legge, approvata nel 1974 e prorogata più volte fino al marzo del 1980, ha permesso a circa 40.000 persone di beneficiare di pensioni agevolate e di godere del riscatto a basso costo degli anni trascorsi nel partito politico o nel sindacato.
      È stato calcolato che il costo per l'erario provocato da questo esercito ha superato i 25 mila miliardi di lire, ovvero gli attuali 17 miliardi di euro: altro che finanziaria!
      Il meccanismo era semplice. In molti casi sembra che venissero dichiarati anni, persino decenni, «falsi» di attività lavorativa o nel corso dei quali l'attività era stata esercitata in maniera non continuativa. Tra i soggetti beneficiari della legge Mosca, poi scoperti e costretti alla restituzione delle somme indebitamente sottratte all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), alcuni risultavano aver fatto gli autisti addirittura fin dall'età di dodici anni, altri risultavano detenuti o soldati in guerra!

 

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      Diverse vicende giudiziarie nel corso degli anni hanno visto comparire sui banchi degli imputati pensionati che avevano usufruito delle agevolazioni della legge Mosca.
      Giova ricordare che la legge è stata approvata in momenti in cui il Governo si trovava a fare i conti con il delicato terreno dei tagli alla spesa sociale, mentre, dall'altra parte, toglieva fior di contributi all'INPS versati da chi aveva cominciato veramente a lavorare in giovane età, non solo figurativamente, e che tutt'ora sta pagando anche per le pensioni dei finti invalidi!
      Ogni tentativo che è stato proposto nel corso degli anni di fare chiarezza sulla vicenda, con interrogazioni parlamentari o presso gli organi comunali a firma di vari esponenti del centro-destra, è stato seguito da un silenzio disarmante.
      La presente proposta di legge vuole indagare sui metodi applicati e vuole valutare l'effettiva esistenza dei requisiti di quanti sono riusciti, con troppa facilità, ad ottenere importanti riconoscimenti previdenziali. A tale fine si reputa che lo strumento più idoneo sia l'istituzione di una apposita Commissione parlamentare di inchiesta.
 

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